giovedì, maggio 01, 2008
Petizioni on line
Da un certo punto di vista, sono il fenomeno del momento: scarichi la posta, e amici, conoscenti o ammirevoli sconosciuti ti invitano a firmare una petizione e a diffondere il messaggio.
Tra l'altro, alcune di queste raccolte di firme (mi vengono in mente dei sostegni anti-mafia, Tibet, salvaguardia di monumenti e inziaitive culturali) sono decisamente condivisibili, con il contributo di pensiero che si trascinano dietro.
Però... però... l'idea di cercarne qualcuna meno significativa non l'hai mai avuta?
Eccone alcune originali, corsivi sono miei. Evito i link diretti che già faccio fatica a vivere:
Abolizione romanzi Federico Moccia
"Dopo l'uscita di "Scusa ma ti chiamo amore" tratto dall'omonimo romanzo, chiedo la cessazione dei "fantastici" libri del sopravvalutatissimo autore che ha rotto le scatole" --> francamente, difficile dargli torto
Per candidare XY alle Comunali
Un caso umano: ha raccolto UNA firma. Googlo, e scopro che XY ha moglie e due figli maggiorenni. Un caso di franchi tiratori in famiglia: prevedo problemi.
NON VOGLIAMO ZENGA COMMENTATORE
"Walter Zenga è stato sicuramente un grande calciatore, un ottimo professionista ed è una brava persona ma l'opinionista/commentatore sportivo non è il suo mestiere.
BASTA !!!
NON VOGLIAMO ZENGA AGLI EUROPEI !!!"
Confesso che, tramontata l'era Pizzul (non perchè fosse friulano, per carità, ma un po' di sfiga la portava), la cosa mi preoccupa relativamente.
Eliminiamo la pubblicità Brio Blu
"Non se ne può più di quei due tizi che fanno quella insulsa e ignobile pubblicità della Brio Blu... Bolle bolle blu... Pssssssss... Brio blu, mi piaci tu! Etc mamma che rabbia fan venire... d'accordo con me????? Firmate la petizione..."
Romanticamente voglio augurarmi che non si tratti di un'idea del marketing Brio Blu. Della serie "Bene o male, purchè se ne parli", intendo.
Cambiamento
To: Cittadini Italiani
Modifichiamo il 1° Articolo della Costituzione Italiana in questa forma:
Art. 1.
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sull'AMORE.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
--------------------------------------------------------------------------------------------------------
Il nostro obiettivo è quello di sostituire la parola "lavoro", presente nel 1° Articolo della Costituzione italiana, con la parola "AMORE", ben più importante!
Firmate tutti la petizione, abbiamo bisogno di un cambiamento che parte dalle radici!
Senza commento
Tra l'altro, alcune di queste raccolte di firme (mi vengono in mente dei sostegni anti-mafia, Tibet, salvaguardia di monumenti e inziaitive culturali) sono decisamente condivisibili, con il contributo di pensiero che si trascinano dietro.
Però... però... l'idea di cercarne qualcuna meno significativa non l'hai mai avuta?
Eccone alcune originali, corsivi sono miei. Evito i link diretti che già faccio fatica a vivere:
Abolizione romanzi Federico Moccia
"Dopo l'uscita di "Scusa ma ti chiamo amore" tratto dall'omonimo romanzo, chiedo la cessazione dei "fantastici" libri del sopravvalutatissimo autore che ha rotto le scatole" --> francamente, difficile dargli torto
Per candidare XY alle Comunali
Un caso umano: ha raccolto UNA firma. Googlo, e scopro che XY ha moglie e due figli maggiorenni. Un caso di franchi tiratori in famiglia: prevedo problemi.
NON VOGLIAMO ZENGA COMMENTATORE
"Walter Zenga è stato sicuramente un grande calciatore, un ottimo professionista ed è una brava persona ma l'opinionista/commentatore sportivo non è il suo mestiere.
BASTA !!!
NON VOGLIAMO ZENGA AGLI EUROPEI !!!"
Confesso che, tramontata l'era Pizzul (non perchè fosse friulano, per carità, ma un po' di sfiga la portava), la cosa mi preoccupa relativamente.
Eliminiamo la pubblicità Brio Blu
"Non se ne può più di quei due tizi che fanno quella insulsa e ignobile pubblicità della Brio Blu... Bolle bolle blu... Pssssssss... Brio blu, mi piaci tu! Etc mamma che rabbia fan venire... d'accordo con me????? Firmate la petizione..."
Romanticamente voglio augurarmi che non si tratti di un'idea del marketing Brio Blu. Della serie "Bene o male, purchè se ne parli", intendo.
Cambiamento
To: Cittadini Italiani
Modifichiamo il 1° Articolo della Costituzione Italiana in questa forma:
Art. 1.
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sull'AMORE.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
--------------------------------------------------------------------------------------------------------
Il nostro obiettivo è quello di sostituire la parola "lavoro", presente nel 1° Articolo della Costituzione italiana, con la parola "AMORE", ben più importante!
Firmate tutti la petizione, abbiamo bisogno di un cambiamento che parte dalle radici!
Senza commento
Etichette: Vita
venerdì, aprile 25, 2008
Corso di fotografia
Annullate tutti gli impegni per il prossimo 7 maggio: alle 21.15, presso la cooperativa sociale La Tartuca di Milano, presenterò la seconda edizione del corso di fotografia.
Per adesioni, curiosità, domande e perplessità il link è questo
Ne approfitto per ringraziare, con tutto l'affetto di cui posso essere capace, i partecipanti al primo corso, che si è concluso qualche settimana fa; come lavoro fotografico di gruppo, hanno sviluppato il tema dei "Cinque sensi", ed alcuni dei risultati posso essere visualizzati in questa galleria.
Mi sono divertito moltissimo, ho conosciuto delle persone adorabili, e sono uscito da ogni incontro con qualcosa di più dentro di me. E mi unisco a tutti in un fortissimo abbraccio ad Aldo, ovviamente, vero protagonista delle nostre serate creative! :-D

"Tatto", di Matteo
Per adesioni, curiosità, domande e perplessità il link è questo
Ne approfitto per ringraziare, con tutto l'affetto di cui posso essere capace, i partecipanti al primo corso, che si è concluso qualche settimana fa; come lavoro fotografico di gruppo, hanno sviluppato il tema dei "Cinque sensi", ed alcuni dei risultati posso essere visualizzati in questa galleria.
Mi sono divertito moltissimo, ho conosciuto delle persone adorabili, e sono uscito da ogni incontro con qualcosa di più dentro di me. E mi unisco a tutti in un fortissimo abbraccio ad Aldo, ovviamente, vero protagonista delle nostre serate creative! :-D

"Tatto", di Matteo
domenica, marzo 23, 2008
Berlino, Memoriale vittime dell'Olocausto
Animato da intenzioni organizzative e fiero della sveglia mattutina, stavo catalogando, masterizzando e archiviando un paio di migliaia di mie immagini.
Tra le tante, ne è spuntata una che non ricordavo:

Mi è tornata alla memoria Berlino, la sua aria a volte così semplice, mai troppo distante, le belle giornate passate, ed il senso di straniamento, di distacco totale dalla realtà e dalle cose umane che ti soffoca/fa pensare in quel Memoriale.
Cercare qualcosa che non c'è, meglio non c'è più, i mille fili di una vita ed i suoi incroci con le altre, l'assoluta casualità con cui ci si può trovare in un punto o un'altro di quella immensa distesa di steli. Il soffocamento, la vista ora piena ora assolutamente limitata dalle altezze e depressioni delle pietre.
Caricare quell'immagine, che per vuol dire molto, nell'apposita pagina di wiki (qui) per me è stato molto importante, oggi. E auguri a tutti.
Link: Galleria "Luoghi"
Tra le tante, ne è spuntata una che non ricordavo:

Mi è tornata alla memoria Berlino, la sua aria a volte così semplice, mai troppo distante, le belle giornate passate, ed il senso di straniamento, di distacco totale dalla realtà e dalle cose umane che ti soffoca/fa pensare in quel Memoriale.
Cercare qualcosa che non c'è, meglio non c'è più, i mille fili di una vita ed i suoi incroci con le altre, l'assoluta casualità con cui ci si può trovare in un punto o un'altro di quella immensa distesa di steli. Il soffocamento, la vista ora piena ora assolutamente limitata dalle altezze e depressioni delle pietre.
Caricare quell'immagine, che per vuol dire molto, nell'apposita pagina di wiki (qui) per me è stato molto importante, oggi. E auguri a tutti.
Link: Galleria "Luoghi"
Etichette: Berlino, Ricordi, Vita
lunedì, marzo 10, 2008
5 a 1 per noi
(per i non calciofili: interrompete pure la lettura)
Rientro da una due giorni tergestina.
Quante probabilita' ci sono che una squadra in crisi di gioco e di risultato, e incapace di andare in gol per 480 minuti, decida che è giunto il momento di dare soddisfazione al suo pubblico e la butti dentro per 5 volte in meno di un'ora?
Quante probabilità ci sono che, sotto di un gol all'ottavo minuto e dopo aver tentennato in lanci lunghi e speremo ben per i successivi venti, questi stessi undici giocatori comincino a trovarsi palla a terra come la Roma a Madrid?
Poche. Infatti è successo. Ed è stato bellissimo, perchè da un bel po' non sentivo quel particolare ruggito che è l'urlo del Rocco, perchè era un derby con i magnagatti, perchè vincere in rimonta è ancora più esaltante e perchè ilmulo Princivalli ha giocato una gran partita.
Mentre ci allontanavamo felici dallo stadio, sciarpe al collo, una macchina targata Trieste ha accostato e il conducente ha chiesto:
"Come xe anda?"
"Ben, 5 a 1 per noi"
"Per noi? E come mai??????"
In quella espressione incredula e in quello stupore ho letto molto del tifoso rossoalabardato.
Rientro da una due giorni tergestina.
Quante probabilita' ci sono che una squadra in crisi di gioco e di risultato, e incapace di andare in gol per 480 minuti, decida che è giunto il momento di dare soddisfazione al suo pubblico e la butti dentro per 5 volte in meno di un'ora?
Quante probabilità ci sono che, sotto di un gol all'ottavo minuto e dopo aver tentennato in lanci lunghi e speremo ben per i successivi venti, questi stessi undici giocatori comincino a trovarsi palla a terra come la Roma a Madrid?
Poche. Infatti è successo. Ed è stato bellissimo, perchè da un bel po' non sentivo quel particolare ruggito che è l'urlo del Rocco, perchè era un derby con i magnagatti, perchè vincere in rimonta è ancora più esaltante e perchè il
Mentre ci allontanavamo felici dallo stadio, sciarpe al collo, una macchina targata Trieste ha accostato e il conducente ha chiesto:
"Come xe anda?"
"Ben, 5 a 1 per noi"
"Per noi? E come mai??????"
In quella espressione incredula e in quello stupore ho letto molto del tifoso rossoalabardato.
Etichette: calcio, Trieste, Vita
sabato, gennaio 19, 2008
Aperitivo
IO: (...) e questo più o meno è quello che faccio. E tu? Cosa fai?
LUI: Coordino un team per la certificazione di nuove soluzioni applicative. Gestiamo i rapporti con i clienti sia per quanto concerne la customer sadisfaction, sia per interpretarne le esigenze e soddisfarle. Diamo una mano anche sul billing, e cerchiamo di affinacaare il più possibile la struttura commerciale nel market discovery.
IO: Ah però. In quanti lavorano per te?
LUI: Una trentina
IO: (sorridendo) Cioè, vuoi dirmi che tu e una sola ragazza, per giunta montanarana, riuscite a gestire tutte quelle attività?
LUI: (terribilmente serio) Non ho capito
IO: (sorridendo più nervoso) cioè, una trentina... intendo dire, si può interpretare sia con "siamo in 28, 29", che nel senso geografico. Cioè. Una trentina, una ragazza del Trentino (...) Scusa, mi stanno chiamando.
LUI: Coordino un team per la certificazione di nuove soluzioni applicative. Gestiamo i rapporti con i clienti sia per quanto concerne la customer sadisfaction, sia per interpretarne le esigenze e soddisfarle. Diamo una mano anche sul billing, e cerchiamo di affinacaare il più possibile la struttura commerciale nel market discovery.
IO: Ah però. In quanti lavorano per te?
LUI: Una trentina
IO: (sorridendo) Cioè, vuoi dirmi che tu e una sola ragazza, per giunta montanarana, riuscite a gestire tutte quelle attività?
LUI: (terribilmente serio) Non ho capito
IO: (sorridendo più nervoso) cioè, una trentina... intendo dire, si può interpretare sia con "siamo in 28, 29", che nel senso geografico. Cioè. Una trentina, una ragazza del Trentino (...) Scusa, mi stanno chiamando.
Etichette: Vita
martedì, gennaio 15, 2008
Milano, colori
Io, che non sono nato qui e ci campo da una decina d'anni, oggi mi sono arrabbiato mentre mi saltellava davanti agli occhi e nelle orecchie l'ennesimo luogo comune.
Dice "Milano è grigia". Come direbbe che Venezia è malinconica d'inverno, e che Torino è una città triste.
Io Milano non la vedo mica così grigia. E mi porto dietro il ricordo di passeggiate primaverili, Nikon al collo, a perdermi in vie e zone che non conosco e a scattare colori. Alberi, foglie. Persino case e negozi, se ti ci soffermi per un minuto. Sentivo il cuore colmo di voglia e un pizzico di serenità, e mi domandavo se questa città non sia (come il buon verduzzo) esaltatrice di sentimenti, tipo che se sei allegro ti riempie di risate e se sei triste ti butta ancora un po' più giù.
Qui ci starebbe bene una foto primaverile di luci e colori, ma oggi - a Milano - piove.
Pioggia o luce, oggi vale la pena di firmare questo
Dice "Milano è grigia". Come direbbe che Venezia è malinconica d'inverno, e che Torino è una città triste.
Io Milano non la vedo mica così grigia. E mi porto dietro il ricordo di passeggiate primaverili, Nikon al collo, a perdermi in vie e zone che non conosco e a scattare colori. Alberi, foglie. Persino case e negozi, se ti ci soffermi per un minuto. Sentivo il cuore colmo di voglia e un pizzico di serenità, e mi domandavo se questa città non sia (come il buon verduzzo) esaltatrice di sentimenti, tipo che se sei allegro ti riempie di risate e se sei triste ti butta ancora un po' più giù.
Qui ci starebbe bene una foto primaverile di luci e colori, ma oggi - a Milano - piove.
Pioggia o luce, oggi vale la pena di firmare questo
Etichette: Vita
venerdì, dicembre 28, 2007
Cervello in naftalina
Se ne è parlato tante volte con amici e colleghi, e sono certo che ci sia - in ognuno di noi - almeno un ricordo di una occasione in cui si è spento il cervello e ci si è preparati a fare (o si è fatta) la più grossa stronzata della storia.
Che poi, se hai la fortuna di sopravvivere, sei lì a chiederti come cavolo ti sia venuto in mente, per quale motivo il cervello non abbia lanciato segnali di allarme, o più semplicemente quale dell'elenco annuale sia il tuo santo, e cosa tu abbia fatto per lui.
Fra queste storie, quella di P. è da anni la mia preferita.
Paesaggio: road americana alla Easy Rider, in occasione di un coast to coast solitario con macchina noleggiata a Ovest e da restituire ad Est (o viceversa). Nastro d'asfalto che si perde all'infinito, arancione soffuso, orizzonte sfuocato dal sole e monotono, cespugli secchi e rotondeggianti che attraversano una radura sotto un caldo asfissiante. Macchine incrociate in tre ore: una.
Ad un tratto, a spezzare la monotonia di quella cavalcata, un segno di vita: ad un paio di centinaia di metri, attraversa la strada qualcosa strisciando.
"Un serpente! Quasi quasi lo fotografo!"
Rapida decisione, un colpo di freno, la macchina che si ferma, e il nostro eroe che scende con una reflex in mano e si avvicina per uno scatto naturalistico. Ha - come si diceva all'inizio - spento il cervello, è evidente, e il serpentello si premura di ricordarglielo, alzandosi e soffiando rumorosamente.
Primato della fuga da rettile infrantro, record del tuffo in macchina battuto, sgommata e via, a domandarsi "ma come cazzo mi è venuto in mente?"
(se volete vendervi l'episodio con qualcuno, utilizzate una terza persona singolare e cambiate il finale: la prima macchina a passare - circa tre ore dopo - troverà il vostro protagonista rantolante, ma capace in un ultimo soffio di vitalità di compitare sull'asfalto con il sangue la frase "Sviluppate le diapositive")
Tutto ciò mi è balzato alla mente anche questa sera, dopo aver fatto (detto) una cacchiata con una leggerezza spaventosa. Momenti in cui il cervello va in naftalina, appunto.
Che poi, se hai la fortuna di sopravvivere, sei lì a chiederti come cavolo ti sia venuto in mente, per quale motivo il cervello non abbia lanciato segnali di allarme, o più semplicemente quale dell'elenco annuale sia il tuo santo, e cosa tu abbia fatto per lui.
Fra queste storie, quella di P. è da anni la mia preferita.
Paesaggio: road americana alla Easy Rider, in occasione di un coast to coast solitario con macchina noleggiata a Ovest e da restituire ad Est (o viceversa). Nastro d'asfalto che si perde all'infinito, arancione soffuso, orizzonte sfuocato dal sole e monotono, cespugli secchi e rotondeggianti che attraversano una radura sotto un caldo asfissiante. Macchine incrociate in tre ore: una.
Ad un tratto, a spezzare la monotonia di quella cavalcata, un segno di vita: ad un paio di centinaia di metri, attraversa la strada qualcosa strisciando.
"Un serpente! Quasi quasi lo fotografo!"
Rapida decisione, un colpo di freno, la macchina che si ferma, e il nostro eroe che scende con una reflex in mano e si avvicina per uno scatto naturalistico. Ha - come si diceva all'inizio - spento il cervello, è evidente, e il serpentello si premura di ricordarglielo, alzandosi e soffiando rumorosamente.
Primato della fuga da rettile infrantro, record del tuffo in macchina battuto, sgommata e via, a domandarsi "ma come cazzo mi è venuto in mente?"
(se volete vendervi l'episodio con qualcuno, utilizzate una terza persona singolare e cambiate il finale: la prima macchina a passare - circa tre ore dopo - troverà il vostro protagonista rantolante, ma capace in un ultimo soffio di vitalità di compitare sull'asfalto con il sangue la frase "Sviluppate le diapositive")
Tutto ciò mi è balzato alla mente anche questa sera, dopo aver fatto (detto) una cacchiata con una leggerezza spaventosa. Momenti in cui il cervello va in naftalina, appunto.
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domenica, dicembre 16, 2007
Tartuca
Va ben che sono abituato a vederle mezze vuote.
Va ben che adoro mettermi in un angolino e sfogliare qualche pagina, occhieggiare le copertine, studiare qualche bella monografia fotografica e sognare sospirante il nuovo catalogone Magnum.
Però, casso, è odiosa questa mania della gente di catapultarsi in libreria sotto Natale: c'è quella che si fionda davanti agli scaffali con i più venduti, e prende una copia dal n.1 al n. 5 (pazienza se chi li riceve li utilizzerà come sostegni al como). Poi c'è quello che sento dire "Per forza la legge non legge, guarda che casino c'è in libreria", e io mi trattengo e non lascio partire la capocciata.
E poi c'è quello, che abbraccio mentalmente, che ferma una pazientissima commessa e chiede se ci siano i libri presi dai film di Montalbano...
La mia galleria fotografica si amplia con una serie di scatti dedicati alle creazioni della cooperativa sociale "La Tartuca".
"La Tartuca" organizza a Milano corsi (fotografia, lingue, ballo, yoga, atelier creativi, ecc.), eventi - ho avuto la fortuna di partecipare a una splendida serata di degustazione champagne - e affitta i propri spazi alle tariffe indicate sul sito. Che vale la pena visitare, all'indirizzo http://www.latartuca.it
Va ben che adoro mettermi in un angolino e sfogliare qualche pagina, occhieggiare le copertine, studiare qualche bella monografia fotografica e sognare sospirante il nuovo catalogone Magnum.
Però, casso, è odiosa questa mania della gente di catapultarsi in libreria sotto Natale: c'è quella che si fionda davanti agli scaffali con i più venduti, e prende una copia dal n.1 al n. 5 (pazienza se chi li riceve li utilizzerà come sostegni al como). Poi c'è quello che sento dire "Per forza la legge non legge, guarda che casino c'è in libreria", e io mi trattengo e non lascio partire la capocciata.
E poi c'è quello, che abbraccio mentalmente, che ferma una pazientissima commessa e chiede se ci siano i libri presi dai film di Montalbano...
La mia galleria fotografica si amplia con una serie di scatti dedicati alle creazioni della cooperativa sociale "La Tartuca".
"La Tartuca" organizza a Milano corsi (fotografia, lingue, ballo, yoga, atelier creativi, ecc.), eventi - ho avuto la fortuna di partecipare a una splendida serata di degustazione champagne - e affitta i propri spazi alle tariffe indicate sul sito. Che vale la pena visitare, all'indirizzo http://www.latartuca.it
domenica, novembre 04, 2007
Muro di Berlino
Non so se sia il fatto di essere nato a Trieste, ed essere quindi in qualche maniera commosso da qualsiasi Zona A e Zona B.
Non so se sia il fatto di essere cresciuto in provincia di Gorizia, ed aver quindi maturato naturali anticorpi a strade che si interrompono in un muro, a stazioni ferroviare al di là dello spinato, eccetera.
Fatto sta che il rientro a Berlino è sempre una mano che si appoggia al Muro, ed una sorta di carezza che porta a qualche brivido in più di quelli che si diffondono naturalmente in una uggiosa mattinata di fine ottobre.

Galleria di immagini: Muro di Berlino
Non so se sia il fatto di essere cresciuto in provincia di Gorizia, ed aver quindi maturato naturali anticorpi a strade che si interrompono in un muro, a stazioni ferroviare al di là dello spinato, eccetera.
Fatto sta che il rientro a Berlino è sempre una mano che si appoggia al Muro, ed una sorta di carezza che porta a qualche brivido in più di quelli che si diffondono naturalmente in una uggiosa mattinata di fine ottobre.

Galleria di immagini: Muro di Berlino
domenica, settembre 16, 2007
Gabbiani spagnoli
I piccioni mi hanno sempre fatto un po' schifo.
I gabbiani no.
Il gabbiano ha un volo elegante, legato piu' all'interpretazione del vento che alla forza delle ali. Il verso, lo ammetto, e' lievemente stridulo e disturbante, ma sentirlo mi fa tornare sempre a qualche anno fa.
La sera aprivo la finestra della mia camera, a Monfalcone, e lanciavo in aria pezzi di un panino sottratto di nascosto in cucina. Lo spettacolo di quelle ali in picchiata, la destrezza nell'afferrare il pane al volo mi incantavano magicamente.
Ci avrei anche riprovato a Roses, Spagna, dove ho scattato le immagini che seguono. Il problema e' che i gabbiani catalani sono infinitamente piu' pigri (furbi?) di quelli giuliani, e si limitano ad aspettare che la legge di Newton faccia il suo corso, facendo precipitare le mie prelibatezze direttamente sul becco.
E se il pezzo di pane precipita in mezzo a due contendenti, si producono in una semplice e freudiana dimostrazione di forza ("vediamo chi c'ha l'ala più grossa"), e tutto finisce li'.



La mattina, sulla spiaggia, si inseguivano le orme.

I gabbiani no.
Il gabbiano ha un volo elegante, legato piu' all'interpretazione del vento che alla forza delle ali. Il verso, lo ammetto, e' lievemente stridulo e disturbante, ma sentirlo mi fa tornare sempre a qualche anno fa.
La sera aprivo la finestra della mia camera, a Monfalcone, e lanciavo in aria pezzi di un panino sottratto di nascosto in cucina. Lo spettacolo di quelle ali in picchiata, la destrezza nell'afferrare il pane al volo mi incantavano magicamente.
Ci avrei anche riprovato a Roses, Spagna, dove ho scattato le immagini che seguono. Il problema e' che i gabbiani catalani sono infinitamente piu' pigri (furbi?) di quelli giuliani, e si limitano ad aspettare che la legge di Newton faccia il suo corso, facendo precipitare le mie prelibatezze direttamente sul becco.
E se il pezzo di pane precipita in mezzo a due contendenti, si producono in una semplice e freudiana dimostrazione di forza ("vediamo chi c'ha l'ala più grossa"), e tutto finisce li'.



La mattina, sulla spiaggia, si inseguivano le orme.

mercoledì, giugno 20, 2007
Post Berlinese n. 1
Nel 1890 Guglielmo II fece costruire a Berlino una chiesa in memoria di Guglielmo I; ecchennesapeva lui che 60 dopo quella chiesa sarebbe stata quasi rasa al suolo da un raid aereo, e soprattutto che più di un secolo dopo quelle rovine sarebbero rimaste così, diroccate e devastate, monumento commemorativo per la pace e la riconciliazione?
Ci penso da quando mi è apparsa davanti e ho cominciato a Nikonizzarla senza pietà: lasciarla così a ricordare quel che è stato e non dovrà essere, come una cicatrice che guardi ogni tanto e ti ricordi di quanto eri scemo a girarti in bicicletta fissando una bella mula e schiantandoti contro un esterefatto motociclista fermo al semaforo, frantumandoti un ginocchio.



Sembrerà poco originale e un po' paraculo, ma....

(e altri cinque punti Bruttavita sono a posto)
E per chiudere, traccia indelebile del mio quarto trionfo a poker on line. Sono soddisfazioni.

Ci penso da quando mi è apparsa davanti e ho cominciato a Nikonizzarla senza pietà: lasciarla così a ricordare quel che è stato e non dovrà essere, come una cicatrice che guardi ogni tanto e ti ricordi di quanto eri scemo a girarti in bicicletta fissando una bella mula e schiantandoti contro un esterefatto motociclista fermo al semaforo, frantumandoti un ginocchio.



Sembrerà poco originale e un po' paraculo, ma....

(e altri cinque punti Bruttavita sono a posto)
E per chiudere, traccia indelebile del mio quarto trionfo a poker on line. Sono soddisfazioni.

Etichette: bruttavita, foto, Vita
lunedì, giugno 11, 2007
Regali!
Il 7 giugno era il mio compleanno (postare quel giorno sul blog sarebbe stato un invito a farmi gli auguri, per i quali potete comunque commentare qui sotto). E l'altra sera ho passato un paio di ore con il regalo di quel fottutissimo genio del Bori, che mi ha recuperato questa:

Inutile sottolineare che questa meraviglia originale del 1941 campeggerà sottovetro a breve a casa mia. Un paio di cose mi hanno fatto una tenerezza infinita:
- in copertina la scritta "Vanta 42 tentativi di imitazione". 42, non uno di meno o di piu'. Fa pensare ad uno dei redattori che settimanalmente si precipita in edicola e conta le riviste dello stesso settore. "40, 41, 42 e 43... Cazzarola, devo correre in tipografia e far correggere la copertina!"
- l'interno è assolutamente identico al formato odierno! Guardare per credere:

Grazie Bori, e grazie ad un'altra anima gentile (di cui taccio il link, altrimenti si esagera) che mi ha dotato - tra l'altro - di un meraviglioso libro di Stefano Bartezzaghi. Chi fosse appassionalto di enigmistica e/o di giochi di parole è pregato di scaraventarsi in libreria (non adesso che è chiusa) e portarsi a casa "La posta in gioco": ne sto leggendo un massimo di cinque pagine al giorno, per farlo durare di più, in un alternarsi di sorrisi, risate e stupore assoluto.
Ebbene si, ho postato oggi per portare a casina altri 5 punti Bruttavita


Inutile sottolineare che questa meraviglia originale del 1941 campeggerà sottovetro a breve a casa mia. Un paio di cose mi hanno fatto una tenerezza infinita:
- in copertina la scritta "Vanta 42 tentativi di imitazione". 42, non uno di meno o di piu'. Fa pensare ad uno dei redattori che settimanalmente si precipita in edicola e conta le riviste dello stesso settore. "40, 41, 42 e 43... Cazzarola, devo correre in tipografia e far correggere la copertina!"
- l'interno è assolutamente identico al formato odierno! Guardare per credere:

Grazie Bori, e grazie ad un'altra anima gentile (di cui taccio il link, altrimenti si esagera) che mi ha dotato - tra l'altro - di un meraviglioso libro di Stefano Bartezzaghi. Chi fosse appassionalto di enigmistica e/o di giochi di parole è pregato di scaraventarsi in libreria (non adesso che è chiusa) e portarsi a casa "La posta in gioco": ne sto leggendo un massimo di cinque pagine al giorno, per farlo durare di più, in un alternarsi di sorrisi, risate e stupore assoluto.
Ebbene si, ho postato oggi per portare a casina altri 5 punti Bruttavita

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venerdì, maggio 18, 2007
Ero a spasso per la seconda infornata di mucche milanesi (a proposito, la seconda gallery e' qui), e mi dirigevo verso Porta Venezia per immortalare quello dello Spazio Oberdan.
Una illuminazione: la mostra di Franco Vaccari, che raccoglie esposizioni, videoinstallazioni, fotografie dell'artista modenese datate 1965-2007 e' stata prorogata fino al 27 maggio 2007, e io non me la volevo perdere.
Per cui ho tappato l'obbiettivo della reflex (scusa, Nikki) e mi ci sono fiondato dentro.
Ora, potrei anche provare a perdermi in descrizioni dei canoni estetici, elaborate ipotesi di realismo concettuale eccetera eccetera. La realtà è che quest'uomo è un genio.
Uno che porta una cabina per fototessere alla Biennale e raccoglie 6000 strip di visitatori autoimmortalatisi; uno che viene invitato ad una retrospettiva a Ferrara e arriva a piedi da Urbino, e mentre viaggia scatta polaroid e le spedisce incollate a cartoline alla sede della mostra, e quando arriva l'opera d'arte è pronta; uno che passa una giornata in stazione immortalato da mille scatti, li espone, e fotografa quelli che guardano le fotografie, e le espone, e via così, in una visione che si autoalimenta.
Queste, e tante altre cose. E alla fine mi sono pure scordato di fotografare la mucca dello Spazio Oberdan

Una illuminazione: la mostra di Franco Vaccari, che raccoglie esposizioni, videoinstallazioni, fotografie dell'artista modenese datate 1965-2007 e' stata prorogata fino al 27 maggio 2007, e io non me la volevo perdere.
Per cui ho tappato l'obbiettivo della reflex (scusa, Nikki) e mi ci sono fiondato dentro.
Ora, potrei anche provare a perdermi in descrizioni dei canoni estetici, elaborate ipotesi di realismo concettuale eccetera eccetera. La realtà è che quest'uomo è un genio.
Uno che porta una cabina per fototessere alla Biennale e raccoglie 6000 strip di visitatori autoimmortalatisi; uno che viene invitato ad una retrospettiva a Ferrara e arriva a piedi da Urbino, e mentre viaggia scatta polaroid e le spedisce incollate a cartoline alla sede della mostra, e quando arriva l'opera d'arte è pronta; uno che passa una giornata in stazione immortalato da mille scatti, li espone, e fotografa quelli che guardano le fotografie, e le espone, e via così, in una visione che si autoalimenta.
Queste, e tante altre cose. E alla fine mi sono pure scordato di fotografare la mucca dello Spazio Oberdan

martedì, maggio 15, 2007
Parole (in)crociate
Una collega mi faceva notare ieri con larghi gesti di apprezzamento una spiccata tendenza alla metafora: non ricordo quale concetto stessi esprimendo al telefono, ma deve essere sembrato sufficientemente comunicativo da colpirla.
Ci ripensavo questa sera, mentre litigavo con il Bartezzaghi e mi domandavo perchè mi stessi appassionando così all'enigmistica in generale (e alla Settimana in particolare). Ne sono uscito ipotizzando che, in fondo, si tratta di mettere un po' di ordine tra frasi e concetti, e che questo tentativo di riorganizzazione - se riuscito - mi regala un istante appena di tranquillità emotiva.
Me lo ricordava questa sera il post di Marte, che mi ha riportato a momenti vissuti con la penna in mano e l'esigenza di mettere nero su bianco, e magari accartocciare immediatamente dopo. O postare.
Metto insieme le due cose, e per rispondere alla task di Bruttavita:

e farei così, ci scriverei "Chiamatemi solo se son finiti gli spazi fra le caselle nere"
Ci ripensavo questa sera, mentre litigavo con il Bartezzaghi e mi domandavo perchè mi stessi appassionando così all'enigmistica in generale (e alla Settimana in particolare). Ne sono uscito ipotizzando che, in fondo, si tratta di mettere un po' di ordine tra frasi e concetti, e che questo tentativo di riorganizzazione - se riuscito - mi regala un istante appena di tranquillità emotiva.
Me lo ricordava questa sera il post di Marte, che mi ha riportato a momenti vissuti con la penna in mano e l'esigenza di mettere nero su bianco, e magari accartocciare immediatamente dopo. O postare.
Metto insieme le due cose, e per rispondere alla task di Bruttavita:

e farei così, ci scriverei "Chiamatemi solo se son finiti gli spazi fra le caselle nere"
Etichette: bruttavita, Vita
martedì, aprile 10, 2007
Eccoci qui
Ho aperto la posta adesso ed ho trovato un po' di mail in cui mi si chiedeva di scrivere un po' più spesso (grassie Marte, grassie Claudio - che mi dice di non avere un blog perchè si diverte troppo a leggere il mio per aprirne uno suo). Mi ha fatto piacere, tanto.
Tra l'altro, scaricando la scheda della D70 mi sono accorto che avevo 5 punti Bruttavita facili facili da mettere qui; il giorno di Pasqua si invitava a piantare un ovetto di cioccolata in mezzo al verde, ed io ho eseguito:

Il collarino Nikon era stato sistemato per attestare l'autenticita' dello scatto; sia messo a verbale che all'ovetto è stata riservata una fine impietosa fra le zanne di un incrocio fra un cane e un cavallo (credo un alano, forse un anallo) che il padrone ha cercato invano di trattenere. Ed in effetti, non deve essere particolarmente semplice trattenere una bestia di 90 chili che punta un ovetto di cioccolata.
E a proposito di cioccolata, sono fiero di annunciare che con il minimo esborso di 2 eurini mi sono aggiudicato il primo premio della lotteria di Pasqua del mio panettiere. Ora, mi rendo conto che la notizia potrebbe non apparire particolarmente rilevante, se non fosse che:
a. non vincevo qualcosa dai tempi di Brutta (era il nome della tartarughina che mi ero assicurato ad una pesca di beneficienza, e di cui prima o poi narrerò la storia)
b. da tre giorni sono additato lungo viale Monza come "quello che ha vinto il premio di Angelo", il barista mi ha detto bravo sorridendo, una signora mi ha fermato davanti alla lavanderia dicendosi felice che avesse vinto la gioventu'.
Nulla mi togliera' mai la sensazione che la suddetta avesse investito nella lotteria parte dei suoi risparmi, e quella occhiata in tralice fosse in realtà un augurio a trascorrere le prossime ore gioiosamente seduto sul cesso, io e la mia cioccolata.
Tra l'altro, scaricando la scheda della D70 mi sono accorto che avevo 5 punti Bruttavita facili facili da mettere qui; il giorno di Pasqua si invitava a piantare un ovetto di cioccolata in mezzo al verde, ed io ho eseguito:

Il collarino Nikon era stato sistemato per attestare l'autenticita' dello scatto; sia messo a verbale che all'ovetto è stata riservata una fine impietosa fra le zanne di un incrocio fra un cane e un cavallo (credo un alano, forse un anallo) che il padrone ha cercato invano di trattenere. Ed in effetti, non deve essere particolarmente semplice trattenere una bestia di 90 chili che punta un ovetto di cioccolata.
E a proposito di cioccolata, sono fiero di annunciare che con il minimo esborso di 2 eurini mi sono aggiudicato il primo premio della lotteria di Pasqua del mio panettiere. Ora, mi rendo conto che la notizia potrebbe non apparire particolarmente rilevante, se non fosse che:
a. non vincevo qualcosa dai tempi di Brutta (era il nome della tartarughina che mi ero assicurato ad una pesca di beneficienza, e di cui prima o poi narrerò la storia)
b. da tre giorni sono additato lungo viale Monza come "quello che ha vinto il premio di Angelo", il barista mi ha detto bravo sorridendo, una signora mi ha fermato davanti alla lavanderia dicendosi felice che avesse vinto la gioventu'.
Nulla mi togliera' mai la sensazione che la suddetta avesse investito nella lotteria parte dei suoi risparmi, e quella occhiata in tralice fosse in realtà un augurio a trascorrere le prossime ore gioiosamente seduto sul cesso, io e la mia cioccolata.
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