venerdì, aprile 25, 2008
Corso di fotografia
Annullate tutti gli impegni per il prossimo 7 maggio: alle 21.15, presso la cooperativa sociale La Tartuca di Milano, presenterò la seconda edizione del corso di fotografia.
Per adesioni, curiosità, domande e perplessità il link è questo
Ne approfitto per ringraziare, con tutto l'affetto di cui posso essere capace, i partecipanti al primo corso, che si è concluso qualche settimana fa; come lavoro fotografico di gruppo, hanno sviluppato il tema dei "Cinque sensi", ed alcuni dei risultati posso essere visualizzati in questa galleria.
Mi sono divertito moltissimo, ho conosciuto delle persone adorabili, e sono uscito da ogni incontro con qualcosa di più dentro di me. E mi unisco a tutti in un fortissimo abbraccio ad Aldo, ovviamente, vero protagonista delle nostre serate creative! :-D

"Tatto", di Matteo
Per adesioni, curiosità, domande e perplessità il link è questo
Ne approfitto per ringraziare, con tutto l'affetto di cui posso essere capace, i partecipanti al primo corso, che si è concluso qualche settimana fa; come lavoro fotografico di gruppo, hanno sviluppato il tema dei "Cinque sensi", ed alcuni dei risultati posso essere visualizzati in questa galleria.
Mi sono divertito moltissimo, ho conosciuto delle persone adorabili, e sono uscito da ogni incontro con qualcosa di più dentro di me. E mi unisco a tutti in un fortissimo abbraccio ad Aldo, ovviamente, vero protagonista delle nostre serate creative! :-D

"Tatto", di Matteo
sabato, aprile 19, 2008
Se una notte d'inverno...

Ieri sera ho avuto il piacere di assistere ad una delle serate letterarie organizzate da "La tartuca": si chiacchierava di Italo Calvino e di "Se una notte di inverno un viaggiatore", fra una tartina vegetariana (ottima), un bicchiere di nero (d'avola), una fetta di salame (squisito).
Fotografavo, naturalmente, ma mi sono lasciato irretire dalla lettura di Mia del primo capitolo del romanzo, che ricordavo appena.
"Rilassati". "Raccogliti". Un amorevole inno alla lettura e al piacere che ne deriva, l'accostarsi al libro come ad un proprio momento, puro, e il raccoglimento che ne deriva.
"i Libri Che Da Tanto Tempo Hai In Programma Di Leggere,
i Libri Che Da Anni Cercavi Senza Trovarli,
i Libri Che Riguardano Qualcosa Di Cui Ti Occupi In Questo Momento,
i Libri Che Vuoi Avere Per Tenerli A Portata Di Mano In Ogni Evenienza,
i Libri Che Potresti Mettere Da Parte Per Leggerli Magari Quest’Estate,
i Libri Che Ti Mancano Per Affiancarli Ad Altri Libri Nel Tuo Scaffale,
i Libri Che Ti Ispirano Una Curiosità Improvvisa, Frenetica E Non Chiaramente Giustificabile"
E a proposito di libri e di piacere della lettura, non conoscevo Anubii.com, e sto imparando ad apprezzarlo in questi giorni: la mia pagina è qui
lunedì, marzo 24, 2008
MiArt 2008 - Miraggi
Adoro Milano quando si trasforma in un museo a cielo aperto.
Con una iniziativa legata a MiArt2008, la Fiera internazionale di Arte Moderna e Contemporanea (dal 4 al 7 aprile), il centro della città si è trasformato in un percorso d'arte dal titolo "Miraggi", snodato tra piazzetta Reale, Piazza della Scala, via Dante, Piazza Affari, Corso Vittorio Emanuele.
Una piccola anteprima delle immagini che ho scattato (la galleria completa è disponibile su questa pagina
Con una iniziativa legata a MiArt2008, la Fiera internazionale di Arte Moderna e Contemporanea (dal 4 al 7 aprile), il centro della città si è trasformato in un percorso d'arte dal titolo "Miraggi", snodato tra piazzetta Reale, Piazza della Scala, via Dante, Piazza Affari, Corso Vittorio Emanuele.
Una piccola anteprima delle immagini che ho scattato (la galleria completa è disponibile su questa pagina
domenica, gennaio 20, 2008
Ciao Duilio
Questo blog, credo sia evidente, gioca sui colori biancorossi perchè sono triestino. Un triestino trapiantato a Milano.
E a Milano, quando emerge che sono triestino - non che sia complicato, se vesto casual ho la sciarpa biancorossa, se mi travesto da pinguino per il lavoro ho la spilla alabardata sulla giacca - i commenti degli interlocutori si indirizzano in genere su:
- le mule di Trieste
- il militare fatto a Trieste (spesso collegato al punto uno)
- Duilio Loi
E' curioso come sia rimasto nella mente dei non-più-giovanissimi milanesi il 1960, San Siro strapieno per un pugile italiano che batteva ai punti il campione del mondo in carica e cingeva la sua vita con la cintura. 60 mila spettatori.
Non ho mai amato troppo la boxe, anzi; ma non potevo fare a meno di documentarmi su quest'uomo, che nell'Italia del dopoguerra si distingueva per bontà, tranquillità familiare, e negli anni difficili della Zona A e Zona B rappresentava il lato bello della mia città. Vale la pena farsi un giretto su Google e scoprirne di più.
Duilio Loi ha appena ascoltato l'ultimo rintocco del gong.

E a Milano, quando emerge che sono triestino - non che sia complicato, se vesto casual ho la sciarpa biancorossa, se mi travesto da pinguino per il lavoro ho la spilla alabardata sulla giacca - i commenti degli interlocutori si indirizzano in genere su:
- le mule di Trieste
- il militare fatto a Trieste (spesso collegato al punto uno)
- Duilio Loi
E' curioso come sia rimasto nella mente dei non-più-giovanissimi milanesi il 1960, San Siro strapieno per un pugile italiano che batteva ai punti il campione del mondo in carica e cingeva la sua vita con la cintura. 60 mila spettatori.
Non ho mai amato troppo la boxe, anzi; ma non potevo fare a meno di documentarmi su quest'uomo, che nell'Italia del dopoguerra si distingueva per bontà, tranquillità familiare, e negli anni difficili della Zona A e Zona B rappresentava il lato bello della mia città. Vale la pena farsi un giretto su Google e scoprirne di più.
Duilio Loi ha appena ascoltato l'ultimo rintocco del gong.

lunedì, ottobre 22, 2007
Intervista con la storia
Al Palazzo Litta di Milano, fino al 18 novembre, c'è una mostra su Oriana Fallaci.
Ci sono stato oggi, e l'ho trovata ben fatta. Non sono mai stato un fan della Fallaci ad-ogni-costo, ho letto molto e mi sono innervosito anche parecchio, e non l'ho scoperta nel momento in cui ha scatenato rabbia e orgoglio, no. La passione per la fotografia di reportage ti porta quasi naturalmente al giornalismo del fronte, e il giornalismo del fronte - piaccia o no - è stato Oriana Fallaci.
Ci sono i video, c'è il suo confrontarsi arrabbiato con il cancro, l'intervista nel letto di un ospedale dopo la repressione nel sangue a Città del Messico, l'assassinio Kennedy, i tumulti di Detroit dopo la morte di Luther King. Il Vietnam, il Libano, le star di Hollywood, un bambino mai nato.
C'è la storia di una scrittrice che sventolava in faccia a Colby la corruzione della Cia, che mostrava con occhi fiammeggianti a Sharon le foto dei bambini massacrati dalle bombe israeliane, che sfidava Khomeini, sputtanava le bugie di Kissinger.
E c'è una foto dal fronte, una bella foto in bianco e nero, in cui è davvero bella, lo sguardo che volge a destra mentre tutti gli altri, giornalisti e soldati, guardano a sinistra. Un modo di essere, fino in fondo.

Ci sono stato oggi, e l'ho trovata ben fatta. Non sono mai stato un fan della Fallaci ad-ogni-costo, ho letto molto e mi sono innervosito anche parecchio, e non l'ho scoperta nel momento in cui ha scatenato rabbia e orgoglio, no. La passione per la fotografia di reportage ti porta quasi naturalmente al giornalismo del fronte, e il giornalismo del fronte - piaccia o no - è stato Oriana Fallaci.
Ci sono i video, c'è il suo confrontarsi arrabbiato con il cancro, l'intervista nel letto di un ospedale dopo la repressione nel sangue a Città del Messico, l'assassinio Kennedy, i tumulti di Detroit dopo la morte di Luther King. Il Vietnam, il Libano, le star di Hollywood, un bambino mai nato.
C'è la storia di una scrittrice che sventolava in faccia a Colby la corruzione della Cia, che mostrava con occhi fiammeggianti a Sharon le foto dei bambini massacrati dalle bombe israeliane, che sfidava Khomeini, sputtanava le bugie di Kissinger.
E c'è una foto dal fronte, una bella foto in bianco e nero, in cui è davvero bella, lo sguardo che volge a destra mentre tutti gli altri, giornalisti e soldati, guardano a sinistra. Un modo di essere, fino in fondo.

Etichette: Milano
lunedì, luglio 09, 2007
Botero a Milano
E dopo le mucche di CowParade (e la triste fine che alcune di esse hanno fatto, ahinoi), sono in mostra in giro per la città una serie di statue di Botero, installate in occasione della mostra inaugurata alcuni giorni fa a Palazzo Reale.
Galleria Immagini
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Etichette: Milano
domenica, giugno 03, 2007
Cimitero Monumentale
Oggi giornata di Musei a Cielo Aperto, e Cimitero Monumentale di Milano aperto a visitatori e obbiettivi. Per una volta - e con un forza d'animo che non mi conoscevo - ho avuto il coraggio di sfilare dal collo la cinghia di Nikki e di cederla a mani un po' meno esperte ;-)
Cacchio, mani che pensavo meno esperte: scarico adesso la scheda e vedo che il risultato mi convince, e molto. I miei complimenti a Marte, e la galleria delle immagini da godersi
Cacchio, mani che pensavo meno esperte: scarico adesso la scheda e vedo che il risultato mi convince, e molto. I miei complimenti a Marte, e la galleria delle immagini da godersi
Etichette: Milano
venerdì, giugno 01, 2007
Link
Sono debitore di un ringraziamento ai ragazzi di Tipi Metropolitani che hanno avuto la splendida idea di utilizzare un mio post all'interno della sezione milanese del loro sito.
sabato, maggio 26, 2007
Dipinto sul muro
domenica, maggio 20, 2007
Ultime mucche
Ci sono cose che fanno pensare; ad esempio, apprendo oggi dal National Center for Atmospherical Research che il peso medio di una nuvola equivale al tonnellaggio totale di 100 elefanti.
Fa riflettere. O almeno, fa riflettere me, che ho passato un altro paio d'ore con altre mucche in giro per Milano
Fa riflettere. O almeno, fa riflettere me, che ho passato un altro paio d'ore con altre mucche in giro per Milano
Etichette: Milano
venerdì, maggio 18, 2007
Ero a spasso per la seconda infornata di mucche milanesi (a proposito, la seconda gallery e' qui), e mi dirigevo verso Porta Venezia per immortalare quello dello Spazio Oberdan.
Una illuminazione: la mostra di Franco Vaccari, che raccoglie esposizioni, videoinstallazioni, fotografie dell'artista modenese datate 1965-2007 e' stata prorogata fino al 27 maggio 2007, e io non me la volevo perdere.
Per cui ho tappato l'obbiettivo della reflex (scusa, Nikki) e mi ci sono fiondato dentro.
Ora, potrei anche provare a perdermi in descrizioni dei canoni estetici, elaborate ipotesi di realismo concettuale eccetera eccetera. La realtà è che quest'uomo è un genio.
Uno che porta una cabina per fototessere alla Biennale e raccoglie 6000 strip di visitatori autoimmortalatisi; uno che viene invitato ad una retrospettiva a Ferrara e arriva a piedi da Urbino, e mentre viaggia scatta polaroid e le spedisce incollate a cartoline alla sede della mostra, e quando arriva l'opera d'arte è pronta; uno che passa una giornata in stazione immortalato da mille scatti, li espone, e fotografa quelli che guardano le fotografie, e le espone, e via così, in una visione che si autoalimenta.
Queste, e tante altre cose. E alla fine mi sono pure scordato di fotografare la mucca dello Spazio Oberdan

Una illuminazione: la mostra di Franco Vaccari, che raccoglie esposizioni, videoinstallazioni, fotografie dell'artista modenese datate 1965-2007 e' stata prorogata fino al 27 maggio 2007, e io non me la volevo perdere.
Per cui ho tappato l'obbiettivo della reflex (scusa, Nikki) e mi ci sono fiondato dentro.
Ora, potrei anche provare a perdermi in descrizioni dei canoni estetici, elaborate ipotesi di realismo concettuale eccetera eccetera. La realtà è che quest'uomo è un genio.
Uno che porta una cabina per fototessere alla Biennale e raccoglie 6000 strip di visitatori autoimmortalatisi; uno che viene invitato ad una retrospettiva a Ferrara e arriva a piedi da Urbino, e mentre viaggia scatta polaroid e le spedisce incollate a cartoline alla sede della mostra, e quando arriva l'opera d'arte è pronta; uno che passa una giornata in stazione immortalato da mille scatti, li espone, e fotografa quelli che guardano le fotografie, e le espone, e via così, in una visione che si autoalimenta.
Queste, e tante altre cose. E alla fine mi sono pure scordato di fotografare la mucca dello Spazio Oberdan

giovedì, maggio 17, 2007
Mucche a Milano
Oggi ho fotografato le mucche a Milano. E non è stato facile, per almeno un paio di motivi: il primo è che - ne sono convinto - le mucche di notte si muovono, e quando ripassi per fotografarne una mica le ritrovi.
E poi c'è il fatto che non avevo intenzione di collezionare semplicemente immagini muccose; volevo provare a sfruttare questa occasione per lanciare uno sguardo sulla città, per provare a fissare in qualche scatto quello che esce dal lavoro in bicicletta, le ragazze che ridono, un bimbo stupito, insomma un po' di vita, osservata da dietro il mirino.
Ed è per questo che (e fingo una competenza critico-fotografica che non possiedo) le immagini non hanno un centro di interesse unico, e sono un po' disturbanti per l'occhio che non riuscirà a trovare un punto da osservare univoco. E' un effetto voluto, lungi da me definirlo riuscito.
Galleria di immagini: mucche a Milano
E poi c'è il fatto che non avevo intenzione di collezionare semplicemente immagini muccose; volevo provare a sfruttare questa occasione per lanciare uno sguardo sulla città, per provare a fissare in qualche scatto quello che esce dal lavoro in bicicletta, le ragazze che ridono, un bimbo stupito, insomma un po' di vita, osservata da dietro il mirino.
Ed è per questo che (e fingo una competenza critico-fotografica che non possiedo) le immagini non hanno un centro di interesse unico, e sono un po' disturbanti per l'occhio che non riuscirà a trovare un punto da osservare univoco. E' un effetto voluto, lungi da me definirlo riuscito.
Galleria di immagini: mucche a Milano





