lunedì, marzo 10, 2008

 

5 a 1 per noi

(per i non calciofili: interrompete pure la lettura)

Rientro da una due giorni tergestina.

Quante probabilita' ci sono che una squadra in crisi di gioco e di risultato, e incapace di andare in gol per 480 minuti, decida che è giunto il momento di dare soddisfazione al suo pubblico e la butti dentro per 5 volte in meno di un'ora?

Quante probabilità ci sono che, sotto di un gol all'ottavo minuto e dopo aver tentennato in lanci lunghi e speremo ben per i successivi venti, questi stessi undici giocatori comincino a trovarsi palla a terra come la Roma a Madrid?

Poche. Infatti è successo. Ed è stato bellissimo, perchè da un bel po' non sentivo quel particolare ruggito che è l'urlo del Rocco, perchè era un derby con i magnagatti, perchè vincere in rimonta è ancora più esaltante e perchè il mulo Princivalli ha giocato una gran partita.

Mentre ci allontanavamo felici dallo stadio, sciarpe al collo, una macchina targata Trieste ha accostato e il conducente ha chiesto:

"Come xe anda?"

"Ben, 5 a 1 per noi"

"Per noi? E come mai??????"

In quella espressione incredula e in quello stupore ho letto molto del tifoso rossoalabardato.

Etichette: , ,


domenica, gennaio 20, 2008

 

Ciao Duilio

Questo blog, credo sia evidente, gioca sui colori biancorossi perchè sono triestino. Un triestino trapiantato a Milano.

E a Milano, quando emerge che sono triestino - non che sia complicato, se vesto casual ho la sciarpa biancorossa, se mi travesto da pinguino per il lavoro ho la spilla alabardata sulla giacca - i commenti degli interlocutori si indirizzano in genere su:

- le mule di Trieste
- il militare fatto a Trieste (spesso collegato al punto uno)
- Duilio Loi

E' curioso come sia rimasto nella mente dei non-più-giovanissimi milanesi il 1960, San Siro strapieno per un pugile italiano che batteva ai punti il campione del mondo in carica e cingeva la sua vita con la cintura. 60 mila spettatori.

Non ho mai amato troppo la boxe, anzi; ma non potevo fare a meno di documentarmi su quest'uomo, che nell'Italia del dopoguerra si distingueva per bontà, tranquillità familiare, e negli anni difficili della Zona A e Zona B rappresentava il lato bello della mia città. Vale la pena farsi un giretto su Google e scoprirne di più.

Duilio Loi ha appena ascoltato l'ultimo rintocco del gong.

Etichette: ,


This page is powered by Blogger. Isn't yours?