venerdì, aprile 25, 2008
Corso di fotografia
Annullate tutti gli impegni per il prossimo 7 maggio: alle 21.15, presso la cooperativa sociale La Tartuca di Milano, presenterò la seconda edizione del corso di fotografia.
Per adesioni, curiosità, domande e perplessità il link è questo
Ne approfitto per ringraziare, con tutto l'affetto di cui posso essere capace, i partecipanti al primo corso, che si è concluso qualche settimana fa; come lavoro fotografico di gruppo, hanno sviluppato il tema dei "Cinque sensi", ed alcuni dei risultati posso essere visualizzati in questa galleria.
Mi sono divertito moltissimo, ho conosciuto delle persone adorabili, e sono uscito da ogni incontro con qualcosa di più dentro di me. E mi unisco a tutti in un fortissimo abbraccio ad Aldo, ovviamente, vero protagonista delle nostre serate creative! :-D

"Tatto", di Matteo
Per adesioni, curiosità, domande e perplessità il link è questo
Ne approfitto per ringraziare, con tutto l'affetto di cui posso essere capace, i partecipanti al primo corso, che si è concluso qualche settimana fa; come lavoro fotografico di gruppo, hanno sviluppato il tema dei "Cinque sensi", ed alcuni dei risultati posso essere visualizzati in questa galleria.
Mi sono divertito moltissimo, ho conosciuto delle persone adorabili, e sono uscito da ogni incontro con qualcosa di più dentro di me. E mi unisco a tutti in un fortissimo abbraccio ad Aldo, ovviamente, vero protagonista delle nostre serate creative! :-D

"Tatto", di Matteo
martedì, aprile 22, 2008
Giorno della Terra
Come Google, i giornali e tutti i mezzi di comunicazione hanno ricordato, oggi è il Giorno della Terra.
Ho pensato che potesse essere la giornata giusta per una idea che avevo da un po'; mi sono quindi predisposto con armi, bagagli e Paypal e ho adottato un albero.
Oh, yes, questo sito sta raccogliendo fondi per il rimboscamento di una area desertificata del Niger. Questa sera ho piantato il mio alberello (una acacia, nel dettaglio) che crescerà forte e rigoglioso, anche nel rispetto del nome che si porta dietro, e contribuirà un filino alla sorte di quella terra sfortunata:
Lancia una occhiata al mio alberello!
E a proposito di Giorno della Terra e di tematiche ambientali, il sito Eyesontheplanet mi onora della selezione di una delle mie immagini per un concorso fotografico dedicato alla salute del nostro pianeta. La foto è questa, se passandoci puntate il click su "Vote" mi fate felice.
Ho pensato che potesse essere la giornata giusta per una idea che avevo da un po'; mi sono quindi predisposto con armi, bagagli e Paypal e ho adottato un albero.
Oh, yes, questo sito sta raccogliendo fondi per il rimboscamento di una area desertificata del Niger. Questa sera ho piantato il mio alberello (una acacia, nel dettaglio) che crescerà forte e rigoglioso, anche nel rispetto del nome che si porta dietro, e contribuirà un filino alla sorte di quella terra sfortunata:
Lancia una occhiata al mio alberello!
E a proposito di Giorno della Terra e di tematiche ambientali, il sito Eyesontheplanet mi onora della selezione di una delle mie immagini per un concorso fotografico dedicato alla salute del nostro pianeta. La foto è questa, se passandoci puntate il click su "Vote" mi fate felice.
Etichette: foto
sabato, aprile 19, 2008
Se una notte d'inverno...

Ieri sera ho avuto il piacere di assistere ad una delle serate letterarie organizzate da "La tartuca": si chiacchierava di Italo Calvino e di "Se una notte di inverno un viaggiatore", fra una tartina vegetariana (ottima), un bicchiere di nero (d'avola), una fetta di salame (squisito).
Fotografavo, naturalmente, ma mi sono lasciato irretire dalla lettura di Mia del primo capitolo del romanzo, che ricordavo appena.
"Rilassati". "Raccogliti". Un amorevole inno alla lettura e al piacere che ne deriva, l'accostarsi al libro come ad un proprio momento, puro, e il raccoglimento che ne deriva.
"i Libri Che Da Tanto Tempo Hai In Programma Di Leggere,
i Libri Che Da Anni Cercavi Senza Trovarli,
i Libri Che Riguardano Qualcosa Di Cui Ti Occupi In Questo Momento,
i Libri Che Vuoi Avere Per Tenerli A Portata Di Mano In Ogni Evenienza,
i Libri Che Potresti Mettere Da Parte Per Leggerli Magari Quest’Estate,
i Libri Che Ti Mancano Per Affiancarli Ad Altri Libri Nel Tuo Scaffale,
i Libri Che Ti Ispirano Una Curiosità Improvvisa, Frenetica E Non Chiaramente Giustificabile"
E a proposito di libri e di piacere della lettura, non conoscevo Anubii.com, e sto imparando ad apprezzarlo in questi giorni: la mia pagina è qui
giovedì, aprile 17, 2008
Don DeLillo, l'uomo che cade
Causa piccoli problemi fisici, sono a casa da qualche giorno. Il che mi ha consentito di tuffare con più convinzione le braccia nel sacco di "libri che ho comprato ultimamente ma non ho ancora avuto il tempo/la voglia di leggere".
Certo, avrei potuto dedicarmi con risultati migliori a questa sorta di accampamento che mi ostino a definire casa, ma vuoi mettere il piacere di un paio di recensioni come non ne scrivo da tempo?
L'ultimo Don DeLillo. Si intitola "L'uomo che cade" e i tipi di Einaudi hanno scelto opportunamente di piazzare in copertina una immagine che richiama immediatamente alla memoria le Torri Gemelle.
Ed è intorno all'11 settembre 2001 che si sviluppano le due storie che compongono, intrecciandosi con la maestria tipica di DeLillo, il tessuto narrativo del romanzo. Il racconto di un sopravvissuto, lacero e ricoperto di polvere che, scampato al crollo, raccoglie una ventiquattrore e si dirige verso la casa della ex moglie, con cui si intreccia un complicato tentativo di riconciliazione. Ed il racconto di uno dei dirottatori, nei giorni immediatamente precedenti l'attacco.
"L'uomo che cade" che dona il titolo al romanzo è un performer che si lascia penzolare in vari punti della città, raccogliendo insulti e ribrezzo nel suo richiamare alla memoria le immagini di chi, di fronte alla scelta impossibile, ha deciso di lasciarsi cadere dai piani alti delle torri ormai arroventati e dall'aria irrespirabile.
Dalla lettura del romanzo, due immediati link mentali: il primo, inevitabile, è andato ad una di quelle fotografie che segnano la storia e diventano manifesti di eventi destinati a modificare tutto, compresa la nostra percezione del drammatico. La foto, appunto, di un uomo che cade:

Richard Drew, AP Photo
E' una foto che disturba, nella sua posa perfetta, nell'immediata percezione di qualcosa che non va, nella sua verità, una immagini che fa distogliere gli occhi. Una foto che, si racconta in un documentario History Channel (disponibile - se siete fortunati - in qualche torrent intitolato "Salto nel vuoto") è stata pubblicata il 12 settembre da un'unica testata, peraltro secondaria, ed ha subito nei mesi successivi una sorta di damnatio memoriae.
Dicevo, due link mentali: per assicurarmi del secondo, ho dovuto attendere che IBS mi recapitasse il DVD con il documentario dei fratelli Naudet, che ricordavo bene ma che non avevo avuto occasione di registrare in uno dei suoi rari passaggi televisivi.
E ricordavo bene: in una breve sequenza che segue le immagini del primo crollo, si vede apparire dalla nuvola di polvere un uomo. Occhiali. Ventiquattrore in mano. Camicia (una volta) bianca. Sguardo indimenticabile di incomprensione.
Non so perchè mi avesse colpito così, ma adesso so di non essere stato l'unico.
Certo, avrei potuto dedicarmi con risultati migliori a questa sorta di accampamento che mi ostino a definire casa, ma vuoi mettere il piacere di un paio di recensioni come non ne scrivo da tempo?
L'ultimo Don DeLillo. Si intitola "L'uomo che cade" e i tipi di Einaudi hanno scelto opportunamente di piazzare in copertina una immagine che richiama immediatamente alla memoria le Torri Gemelle.
Ed è intorno all'11 settembre 2001 che si sviluppano le due storie che compongono, intrecciandosi con la maestria tipica di DeLillo, il tessuto narrativo del romanzo. Il racconto di un sopravvissuto, lacero e ricoperto di polvere che, scampato al crollo, raccoglie una ventiquattrore e si dirige verso la casa della ex moglie, con cui si intreccia un complicato tentativo di riconciliazione. Ed il racconto di uno dei dirottatori, nei giorni immediatamente precedenti l'attacco.
"L'uomo che cade" che dona il titolo al romanzo è un performer che si lascia penzolare in vari punti della città, raccogliendo insulti e ribrezzo nel suo richiamare alla memoria le immagini di chi, di fronte alla scelta impossibile, ha deciso di lasciarsi cadere dai piani alti delle torri ormai arroventati e dall'aria irrespirabile.
Dalla lettura del romanzo, due immediati link mentali: il primo, inevitabile, è andato ad una di quelle fotografie che segnano la storia e diventano manifesti di eventi destinati a modificare tutto, compresa la nostra percezione del drammatico. La foto, appunto, di un uomo che cade:

Richard Drew, AP Photo
E' una foto che disturba, nella sua posa perfetta, nell'immediata percezione di qualcosa che non va, nella sua verità, una immagini che fa distogliere gli occhi. Una foto che, si racconta in un documentario History Channel (disponibile - se siete fortunati - in qualche torrent intitolato "Salto nel vuoto") è stata pubblicata il 12 settembre da un'unica testata, peraltro secondaria, ed ha subito nei mesi successivi una sorta di damnatio memoriae.
Dicevo, due link mentali: per assicurarmi del secondo, ho dovuto attendere che IBS mi recapitasse il DVD con il documentario dei fratelli Naudet, che ricordavo bene ma che non avevo avuto occasione di registrare in uno dei suoi rari passaggi televisivi.
E ricordavo bene: in una breve sequenza che segue le immagini del primo crollo, si vede apparire dalla nuvola di polvere un uomo. Occhiali. Ventiquattrore in mano. Camicia (una volta) bianca. Sguardo indimenticabile di incomprensione.
Non so perchè mi avesse colpito così, ma adesso so di non essere stato l'unico.
martedì, aprile 08, 2008
Progetti fotografici
Ho appena finito di sistemare le immagini del mio progetto fotografico dedicato a Francesco Guccini, e sono capitato su due siti da cui ho percepito con tragica nitidezza che ne ho ancora da masticare in termini di scatti.
Il primo è in realtà un sito che frequento da molto, ed è giunto il momento di fare outing: per chi non la conoscesse, per chi sia riuscito a dribblare articoli sulle riviste di fotografie e la vena autoironica con cui la sua lettura e le sue visioni fotografiche appassionano, questa è Bruko. La sezione progetti è una meraviglia assoluta.
Il secondo è - credo - un po' meno noto, ma vale la pena buttarci un occhio: l'americana Lilly McElroy si fa immortalare mentre si lancia su corpulenti sconosciuti, o addormentata nelle locations più disparate.
Il primo è in realtà un sito che frequento da molto, ed è giunto il momento di fare outing: per chi non la conoscesse, per chi sia riuscito a dribblare articoli sulle riviste di fotografie e la vena autoironica con cui la sua lettura e le sue visioni fotografiche appassionano, questa è Bruko. La sezione progetti è una meraviglia assoluta.
Il secondo è - credo - un po' meno noto, ma vale la pena buttarci un occhio: l'americana Lilly McElroy si fa immortalare mentre si lancia su corpulenti sconosciuti, o addormentata nelle locations più disparate.
lunedì, marzo 24, 2008
MiArt 2008 - Miraggi
Adoro Milano quando si trasforma in un museo a cielo aperto.
Con una iniziativa legata a MiArt2008, la Fiera internazionale di Arte Moderna e Contemporanea (dal 4 al 7 aprile), il centro della città si è trasformato in un percorso d'arte dal titolo "Miraggi", snodato tra piazzetta Reale, Piazza della Scala, via Dante, Piazza Affari, Corso Vittorio Emanuele.
Una piccola anteprima delle immagini che ho scattato (la galleria completa è disponibile su questa pagina
Con una iniziativa legata a MiArt2008, la Fiera internazionale di Arte Moderna e Contemporanea (dal 4 al 7 aprile), il centro della città si è trasformato in un percorso d'arte dal titolo "Miraggi", snodato tra piazzetta Reale, Piazza della Scala, via Dante, Piazza Affari, Corso Vittorio Emanuele.
Una piccola anteprima delle immagini che ho scattato (la galleria completa è disponibile su questa pagina
mercoledì, dicembre 26, 2007
Tramonto triestino
domenica, dicembre 16, 2007
Tartuca
Va ben che sono abituato a vederle mezze vuote.
Va ben che adoro mettermi in un angolino e sfogliare qualche pagina, occhieggiare le copertine, studiare qualche bella monografia fotografica e sognare sospirante il nuovo catalogone Magnum.
Però, casso, è odiosa questa mania della gente di catapultarsi in libreria sotto Natale: c'è quella che si fionda davanti agli scaffali con i più venduti, e prende una copia dal n.1 al n. 5 (pazienza se chi li riceve li utilizzerà come sostegni al como). Poi c'è quello che sento dire "Per forza la legge non legge, guarda che casino c'è in libreria", e io mi trattengo e non lascio partire la capocciata.
E poi c'è quello, che abbraccio mentalmente, che ferma una pazientissima commessa e chiede se ci siano i libri presi dai film di Montalbano...
La mia galleria fotografica si amplia con una serie di scatti dedicati alle creazioni della cooperativa sociale "La Tartuca".
"La Tartuca" organizza a Milano corsi (fotografia, lingue, ballo, yoga, atelier creativi, ecc.), eventi - ho avuto la fortuna di partecipare a una splendida serata di degustazione champagne - e affitta i propri spazi alle tariffe indicate sul sito. Che vale la pena visitare, all'indirizzo http://www.latartuca.it
Va ben che adoro mettermi in un angolino e sfogliare qualche pagina, occhieggiare le copertine, studiare qualche bella monografia fotografica e sognare sospirante il nuovo catalogone Magnum.
Però, casso, è odiosa questa mania della gente di catapultarsi in libreria sotto Natale: c'è quella che si fionda davanti agli scaffali con i più venduti, e prende una copia dal n.1 al n. 5 (pazienza se chi li riceve li utilizzerà come sostegni al como). Poi c'è quello che sento dire "Per forza la legge non legge, guarda che casino c'è in libreria", e io mi trattengo e non lascio partire la capocciata.
E poi c'è quello, che abbraccio mentalmente, che ferma una pazientissima commessa e chiede se ci siano i libri presi dai film di Montalbano...
La mia galleria fotografica si amplia con una serie di scatti dedicati alle creazioni della cooperativa sociale "La Tartuca".
"La Tartuca" organizza a Milano corsi (fotografia, lingue, ballo, yoga, atelier creativi, ecc.), eventi - ho avuto la fortuna di partecipare a una splendida serata di degustazione champagne - e affitta i propri spazi alle tariffe indicate sul sito. Che vale la pena visitare, all'indirizzo http://www.latartuca.it
domenica, novembre 04, 2007
Muro di Berlino
Non so se sia il fatto di essere nato a Trieste, ed essere quindi in qualche maniera commosso da qualsiasi Zona A e Zona B.
Non so se sia il fatto di essere cresciuto in provincia di Gorizia, ed aver quindi maturato naturali anticorpi a strade che si interrompono in un muro, a stazioni ferroviare al di là dello spinato, eccetera.
Fatto sta che il rientro a Berlino è sempre una mano che si appoggia al Muro, ed una sorta di carezza che porta a qualche brivido in più di quelli che si diffondono naturalmente in una uggiosa mattinata di fine ottobre.

Galleria di immagini: Muro di Berlino
Non so se sia il fatto di essere cresciuto in provincia di Gorizia, ed aver quindi maturato naturali anticorpi a strade che si interrompono in un muro, a stazioni ferroviare al di là dello spinato, eccetera.
Fatto sta che il rientro a Berlino è sempre una mano che si appoggia al Muro, ed una sorta di carezza che porta a qualche brivido in più di quelli che si diffondono naturalmente in una uggiosa mattinata di fine ottobre.

Galleria di immagini: Muro di Berlino
domenica, settembre 16, 2007
Gabbiani spagnoli
I piccioni mi hanno sempre fatto un po' schifo.
I gabbiani no.
Il gabbiano ha un volo elegante, legato piu' all'interpretazione del vento che alla forza delle ali. Il verso, lo ammetto, e' lievemente stridulo e disturbante, ma sentirlo mi fa tornare sempre a qualche anno fa.
La sera aprivo la finestra della mia camera, a Monfalcone, e lanciavo in aria pezzi di un panino sottratto di nascosto in cucina. Lo spettacolo di quelle ali in picchiata, la destrezza nell'afferrare il pane al volo mi incantavano magicamente.
Ci avrei anche riprovato a Roses, Spagna, dove ho scattato le immagini che seguono. Il problema e' che i gabbiani catalani sono infinitamente piu' pigri (furbi?) di quelli giuliani, e si limitano ad aspettare che la legge di Newton faccia il suo corso, facendo precipitare le mie prelibatezze direttamente sul becco.
E se il pezzo di pane precipita in mezzo a due contendenti, si producono in una semplice e freudiana dimostrazione di forza ("vediamo chi c'ha l'ala più grossa"), e tutto finisce li'.



La mattina, sulla spiaggia, si inseguivano le orme.

I gabbiani no.
Il gabbiano ha un volo elegante, legato piu' all'interpretazione del vento che alla forza delle ali. Il verso, lo ammetto, e' lievemente stridulo e disturbante, ma sentirlo mi fa tornare sempre a qualche anno fa.
La sera aprivo la finestra della mia camera, a Monfalcone, e lanciavo in aria pezzi di un panino sottratto di nascosto in cucina. Lo spettacolo di quelle ali in picchiata, la destrezza nell'afferrare il pane al volo mi incantavano magicamente.
Ci avrei anche riprovato a Roses, Spagna, dove ho scattato le immagini che seguono. Il problema e' che i gabbiani catalani sono infinitamente piu' pigri (furbi?) di quelli giuliani, e si limitano ad aspettare che la legge di Newton faccia il suo corso, facendo precipitare le mie prelibatezze direttamente sul becco.
E se il pezzo di pane precipita in mezzo a due contendenti, si producono in una semplice e freudiana dimostrazione di forza ("vediamo chi c'ha l'ala più grossa"), e tutto finisce li'.



La mattina, sulla spiaggia, si inseguivano le orme.

mercoledì, giugno 20, 2007
Post Berlinese n. 1
Nel 1890 Guglielmo II fece costruire a Berlino una chiesa in memoria di Guglielmo I; ecchennesapeva lui che 60 dopo quella chiesa sarebbe stata quasi rasa al suolo da un raid aereo, e soprattutto che più di un secolo dopo quelle rovine sarebbero rimaste così, diroccate e devastate, monumento commemorativo per la pace e la riconciliazione?
Ci penso da quando mi è apparsa davanti e ho cominciato a Nikonizzarla senza pietà: lasciarla così a ricordare quel che è stato e non dovrà essere, come una cicatrice che guardi ogni tanto e ti ricordi di quanto eri scemo a girarti in bicicletta fissando una bella mula e schiantandoti contro un esterefatto motociclista fermo al semaforo, frantumandoti un ginocchio.



Sembrerà poco originale e un po' paraculo, ma....

(e altri cinque punti Bruttavita sono a posto)
E per chiudere, traccia indelebile del mio quarto trionfo a poker on line. Sono soddisfazioni.

Ci penso da quando mi è apparsa davanti e ho cominciato a Nikonizzarla senza pietà: lasciarla così a ricordare quel che è stato e non dovrà essere, come una cicatrice che guardi ogni tanto e ti ricordi di quanto eri scemo a girarti in bicicletta fissando una bella mula e schiantandoti contro un esterefatto motociclista fermo al semaforo, frantumandoti un ginocchio.



Sembrerà poco originale e un po' paraculo, ma....

(e altri cinque punti Bruttavita sono a posto)
E per chiudere, traccia indelebile del mio quarto trionfo a poker on line. Sono soddisfazioni.

Etichette: bruttavita, foto, Vita
giovedì, maggio 17, 2007
Mucche a Milano
Oggi ho fotografato le mucche a Milano. E non è stato facile, per almeno un paio di motivi: il primo è che - ne sono convinto - le mucche di notte si muovono, e quando ripassi per fotografarne una mica le ritrovi.
E poi c'è il fatto che non avevo intenzione di collezionare semplicemente immagini muccose; volevo provare a sfruttare questa occasione per lanciare uno sguardo sulla città, per provare a fissare in qualche scatto quello che esce dal lavoro in bicicletta, le ragazze che ridono, un bimbo stupito, insomma un po' di vita, osservata da dietro il mirino.
Ed è per questo che (e fingo una competenza critico-fotografica che non possiedo) le immagini non hanno un centro di interesse unico, e sono un po' disturbanti per l'occhio che non riuscirà a trovare un punto da osservare univoco. E' un effetto voluto, lungi da me definirlo riuscito.
Galleria di immagini: mucche a Milano
E poi c'è il fatto che non avevo intenzione di collezionare semplicemente immagini muccose; volevo provare a sfruttare questa occasione per lanciare uno sguardo sulla città, per provare a fissare in qualche scatto quello che esce dal lavoro in bicicletta, le ragazze che ridono, un bimbo stupito, insomma un po' di vita, osservata da dietro il mirino.
Ed è per questo che (e fingo una competenza critico-fotografica che non possiedo) le immagini non hanno un centro di interesse unico, e sono un po' disturbanti per l'occhio che non riuscirà a trovare un punto da osservare univoco. E' un effetto voluto, lungi da me definirlo riuscito.
Galleria di immagini: mucche a Milano
martedì, aprile 10, 2007
Eccoci qui
Ho aperto la posta adesso ed ho trovato un po' di mail in cui mi si chiedeva di scrivere un po' più spesso (grassie Marte, grassie Claudio - che mi dice di non avere un blog perchè si diverte troppo a leggere il mio per aprirne uno suo). Mi ha fatto piacere, tanto.
Tra l'altro, scaricando la scheda della D70 mi sono accorto che avevo 5 punti Bruttavita facili facili da mettere qui; il giorno di Pasqua si invitava a piantare un ovetto di cioccolata in mezzo al verde, ed io ho eseguito:

Il collarino Nikon era stato sistemato per attestare l'autenticita' dello scatto; sia messo a verbale che all'ovetto è stata riservata una fine impietosa fra le zanne di un incrocio fra un cane e un cavallo (credo un alano, forse un anallo) che il padrone ha cercato invano di trattenere. Ed in effetti, non deve essere particolarmente semplice trattenere una bestia di 90 chili che punta un ovetto di cioccolata.
E a proposito di cioccolata, sono fiero di annunciare che con il minimo esborso di 2 eurini mi sono aggiudicato il primo premio della lotteria di Pasqua del mio panettiere. Ora, mi rendo conto che la notizia potrebbe non apparire particolarmente rilevante, se non fosse che:
a. non vincevo qualcosa dai tempi di Brutta (era il nome della tartarughina che mi ero assicurato ad una pesca di beneficienza, e di cui prima o poi narrerò la storia)
b. da tre giorni sono additato lungo viale Monza come "quello che ha vinto il premio di Angelo", il barista mi ha detto bravo sorridendo, una signora mi ha fermato davanti alla lavanderia dicendosi felice che avesse vinto la gioventu'.
Nulla mi togliera' mai la sensazione che la suddetta avesse investito nella lotteria parte dei suoi risparmi, e quella occhiata in tralice fosse in realtà un augurio a trascorrere le prossime ore gioiosamente seduto sul cesso, io e la mia cioccolata.
Tra l'altro, scaricando la scheda della D70 mi sono accorto che avevo 5 punti Bruttavita facili facili da mettere qui; il giorno di Pasqua si invitava a piantare un ovetto di cioccolata in mezzo al verde, ed io ho eseguito:

Il collarino Nikon era stato sistemato per attestare l'autenticita' dello scatto; sia messo a verbale che all'ovetto è stata riservata una fine impietosa fra le zanne di un incrocio fra un cane e un cavallo (credo un alano, forse un anallo) che il padrone ha cercato invano di trattenere. Ed in effetti, non deve essere particolarmente semplice trattenere una bestia di 90 chili che punta un ovetto di cioccolata.
E a proposito di cioccolata, sono fiero di annunciare che con il minimo esborso di 2 eurini mi sono aggiudicato il primo premio della lotteria di Pasqua del mio panettiere. Ora, mi rendo conto che la notizia potrebbe non apparire particolarmente rilevante, se non fosse che:
a. non vincevo qualcosa dai tempi di Brutta (era il nome della tartarughina che mi ero assicurato ad una pesca di beneficienza, e di cui prima o poi narrerò la storia)
b. da tre giorni sono additato lungo viale Monza come "quello che ha vinto il premio di Angelo", il barista mi ha detto bravo sorridendo, una signora mi ha fermato davanti alla lavanderia dicendosi felice che avesse vinto la gioventu'.
Nulla mi togliera' mai la sensazione che la suddetta avesse investito nella lotteria parte dei suoi risparmi, e quella occhiata in tralice fosse in realtà un augurio a trascorrere le prossime ore gioiosamente seduto sul cesso, io e la mia cioccolata.
Etichette: bruttavita, foto, Vita
domenica, marzo 04, 2007
Eclissi lunare
giovedì, gennaio 25, 2007
Comunicazione di servizio - Fotografia Stock
Comunicazione di servizio: ricevo sempre più frequentemente mail con richiesta di aiuto sul mondo delle agenzie di fotografia stock on line, di cui sto diventando un assiduo ed entusiasta frequentatore e contributore.
Avviso l'intera popolazione mondiale che è attivo un blog http://stockitalia.blogspot.com/ in cui sto cercando di calamitare un po' tutti i dubbi e domande.
Se poi il vostro amor proprio vi dovesse portare ad utilizzare i miei codici di attivazione per creare account su Fotolia, Shutterstock, IStockPhoto, Dreamstime, Stockexpert etc etc. mi fareste un ometto felice (senza smenarci una lira nelle vendite, ovviamente...)
Chiuso inserto promozionale.
Avviso l'intera popolazione mondiale che è attivo un blog http://stockitalia.blogspot.com/ in cui sto cercando di calamitare un po' tutti i dubbi e domande.
Se poi il vostro amor proprio vi dovesse portare ad utilizzare i miei codici di attivazione per creare account su Fotolia, Shutterstock, IStockPhoto, Dreamstime, Stockexpert etc etc. mi fareste un ometto felice (senza smenarci una lira nelle vendite, ovviamente...)
Chiuso inserto promozionale.
venerdì, gennaio 19, 2007
Mani
sabato, gennaio 13, 2007
Sagoma
giovedì, gennaio 11, 2007
Notturno milanese
lunedì, gennaio 01, 2007
Anno nuovo...
Persino il browser sembrava lievemente stupito, quando ho picchiettato su Blogger la mia accoppiata utenza e password; in una finestra di sistema che mi è sembrata più ricca di stupore del solito, Firefox si è premurato di domandarmi se ne dovesse tenere traccia per il futuro.
Ho navigato un po' per blog, nelle ultime settimane, e mi sono reso conto che le pause di riflessione sono piuttosto frequenti, in particolare fra "quelli della prima ora"; ed uno in particolare (mannaggia a me e alla abitudine di far fuori la cronologia dei siti) osservava giustamente che ad una pausa nei post non corrisponde necessariamente una crisi creativa. Vale anche per me, ho continuato in questi mesi a scrivere cose, scattare foto, giocare con la luce e con le parole.

Gorizia, Castello, 25 dicembre 2006
Oggi sono qui, a resettare il contatore della Bruttavita (e quest'anno a 250 punti ci arrivo, cazzarola), a salutare il vecchio (hai portato qualcosa di davvero prezioso, grazie) e ad accogliere il nuovo (sei iniziato bene, grazie anche a te)

Primi quattro punti, andati...
Ho navigato un po' per blog, nelle ultime settimane, e mi sono reso conto che le pause di riflessione sono piuttosto frequenti, in particolare fra "quelli della prima ora"; ed uno in particolare (mannaggia a me e alla abitudine di far fuori la cronologia dei siti) osservava giustamente che ad una pausa nei post non corrisponde necessariamente una crisi creativa. Vale anche per me, ho continuato in questi mesi a scrivere cose, scattare foto, giocare con la luce e con le parole.

Gorizia, Castello, 25 dicembre 2006
Oggi sono qui, a resettare il contatore della Bruttavita (e quest'anno a 250 punti ci arrivo, cazzarola), a salutare il vecchio (hai portato qualcosa di davvero prezioso, grazie) e ad accogliere il nuovo (sei iniziato bene, grazie anche a te)

Primi quattro punti, andati...
Etichette: bruttavita, foto








